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In the heart of every star there is a darkness…

Sì, nel cuore più intimo di ogni lucore, nell’innern di ogni astro brillante dal suo nucleo verso l’esterno e con questa luce, facendosi ponte esso stesso con quella esteriorità da riallacciare in qualche notturno modo, vi è una oscurità: un’ombra di saturnina natura da esprimere affinché non imploda fatalmente nella repressione, bloccata a metà strada tra mondi; un’inquietudine spersa che cerca un dialogo (con sé o con gli altri), bramante di essere raccontata quale punto di domanda, l’unico segno tangibile e forse persino il fine nell’assenza -come disse già qualcuno- del nostro passaggio su questa terra di cui troppo spesso non ci spieghiamo il motivo.
Ogni anno si fa un gran dire, tra chi, non senza una risibile nota di puerile superiorità dalla impotente violenza ottusa (quella di chi parla di sé, senza che nessuno parli di lui), spergiura di non trovare mai più nulla di buono rispetto a un tempo; nulla che valga la pena portarsi dietro, ostinandosi tuttavia a restare, ostentando ed imponendo il proprio restare, non è dato sapere per quale ragione, a persistere insomma come un cadavere piagato dalla maledizione di non decomporsi e puzzare di marcio fetore in eterno − come una vita senza possibilità di finire, destinata ad esistere nel costante stato d’orgoglioso inascolto di sé, delle proprie domande che cercano riscontro dalle loro cantine buie in quelle di altre anime lascianti le loro tracce (anche) in questa strana, irritabile, nerissima forma d’arte che tuttavia resta gloriosa e grande più della vita in barba a qualunque qualunquista qualunquaggine di cui sopra. Ma questa oscurità deve comunque uscire, deve andare -come disse qualcun altro- oltre-ultra con la magica ma spaventosa forza naturale d’acqua che non si può contenere; questa tremenda alba d’ombra di ferro e di fuoco deve sorgere ciclicamente: la nostra è, in un modo o nell’altro, in una foggia o in altre, uscita quest’anno conclusosi nella forma dei venti full-length a testa, i nostri salmi del deserto se volete, al solito scelti e compilati dal nucleo portante di redattori fissi che infestano queste pagine virtuali con i loro vandalismi testuali e visivi che fagocitano e vomitano musica come se ne avessero un qualche diritto.
Nondimeno, questi sono stati e sono i migliori per noi: le venti stregonerie e magnifici giochi d’ombre che pertanto -o forse per mera nonché collaterale circostanza biunivocamente animata- ci hanno tenuto compagnia, ci hanno dissanguati ritagliandosi un posto giurato sulle nostre mensole anche per il futuro (insieme a qualcun altro che è stato escluso per mere ragioni numeriche e di spazio pratico qui, va sans dire, ma che se ci avete seguiti lungo i passati dodici mesi di recap, playlist settimanali e scritti di varia natura avete probabilmente modo d’indovinare senza troppa fatica), dal 2025 in eterno.
Perché di questo si parla, quando si tratta musica simile: di eternità. O almeno cerchiamo di parlarne noi, mica per la prima volta; perché questa oscura materia divina e i suoi orizzonti eterei che richiedono attenzione, tempo, dedizione, predisposizione e un sacrificio che non è in fin dei conti tale se sussiste la precedente condizione, sanno regalare quel passaggio, quella benedizione, quello scorcio di eternità vissuta ancora in terra, in vita, nel granello di una clessidra, nel secondo di una nota difficile da distinguere nel mare di urla, di sogni di tempesta e distorsione, di battere e bianca bruciante oscurità, di sconosciuto Kadath che viene fuori per parlare a quel che, altrimenti, resterebbe per sempre criminalmente inespresso. Allora noi, se ce lo concedete così come se non lo fate, ci auguriamo che non siate mai stupidi come chi non uccide gli idoli, chi ignora e nega la pulsione alla vita e la sua energia creativa inevitabile anche quando si celebra il canto della morte, chi per proteggersi dal vuoto incombente nell’anima cerca di convincersi senza motivazione che esista un tempo, linearmente e retroattivamente parlando, che abbia fatto perdere la speranza lungo la strada; speriamo che non siate mai vuoti di significato e significati per conseguenza, uccelli senza ali che non possono più vedere questi mondi o ascoltare queste storie: che siate invece alla costante, incondizionata ricerca (anche quando vana, sfortunata e nei fatti infruttuosa, può e deve accadere) quale motore di una vita, la quale, altrimenti -diciamolo- ha poco senso di essere vissuta trascinandosi per errore.

…Let everybody know that we can make it home…

 

Selvans – “Saturnalia” (Avantgarde Music)
Der Weg Einer Freiheit – “Innern” (Season Of Mist Records)
Hexvessel – “Nocturne” (Prophecy Productions)
Morild – “Disse Fugle Får Ingen At Se” (Vendetta Records)
Sodality – “Benediction, Part II” (Norma Evangelium Diaboli)
Helheim – “Hrabnar / Ad Vesa” (Dark Essence Records)
Rauhnåcht – “Zwischenwelten” (Antiq Records)
Serpentes – “Desert Psalms” (Norma Evangelium Diaboli)
The Great Old Ones – “Kadath” (Season Of Mist Records)
Skyforger – “Teikas” (Thunderforge Records)
Soerd – “Keldrikojast” (Signal Rex)
One Of Nine – “Dawn Of The Iron Shadow” (Profound Lore Records)
Zéro Absolu – “La Saignée” (AOP Records)
Bianca – “Bianca” (Avantgarde Music)
Arkhaaik – “Uihtis” (Eisenwald Tonschmiede)
Månegarm – “Edsvuren” (Napalm Records)
Sun After Dark – “Tatkraft” (Hammerheart Records)
Fordæðuskapr – “Hræflóð Markar Fjalla” (Ván Records)
Desaster – “Kill All Idols” (Metal Blade Records)
Vintersorg – “Vattenkrafternas Spel” (Hammerheart Records)

 

Der Weg Einer Freiheit – “Innern” (Season Of Mist Records)
Hexvessel – “Nocturne” (Prophecy Productions)
Selvans – “Saturnalia” (Avantgarde Music)
Morild – “Disse Fugle Får Ingen At Se” (Vendetta Records)
Helheim – “Hrabnar / Ad Vesa” (Dark Essence Records)
Blut Aus Nord – “Ethereal Horizons” (Debemur Morti Productions)
Martröð – “Draumsýnir Eldsins” (Debemur Morti Productions)
Serpentes – “Desert Psalms” (Norma Evangelium Diaboli)
Soerd – “Keldrikojast” (Signal Rex)
The Great Old Ones – “Kadath” (Season Of Mist Records)
Drudkh – “Shadow Play” (Season Of Mist Records)
Rauhnåcht – “Zwischenwelten” (Antiq Records)
One Of Nine – “Dawn Of The Iron Shadow” (Profound Lore Records)
Sun After Dark – “Tatkraft” (Hammerheart Records)
Kaevum – “Ultra” (Darker Than Black Records)
Sorgsvart – “Gardar Og Grende” (Einheit Produktionen)
Istapp – “Sól Tér Sortna” (Trollzorn Records)
Returning – “Numinous” (Bindrune Recordings)
Obsidian Tongue – “Eclipsing Worlds Of Scorn”(Bindrune Recordings)
Autumn’s Dawn – “We Lost Our Hope Along The Way” (Avantgarde Music)

 

Selvans – “Saturnalia” (Avantgarde Music)
Der Weg Einer Freiheit – “Innern” (Season Of Mist Records)
Sodality – “Benediction, Part II” (Norma Evangelium Diaboli)
Hexvessel – “Nocturne” (Prophecy Productions)
Rauhnåcht – “Zwischenwelten” (Antiq Records)
Soerd – “Keldrikojast” (Signal Rex)
Morild – “Disse Fugle Får Ingen At Se” (Vendetta Records)
Serpentes – “Desert Psalms” (Norma Evangelium Diaboli)
Helheim – “Hrabnar / Ad Vesa” (Dark Essence Records)
The Great Old Ones – “Kadath” (Season Of Mist Records)
Skyforger – “Teikas” (Thunderforge Records)
Drudkh – “Shadow Play” (Season Of Mist Records)
Bianca – “Bianca” (Avantgarde Music)
One Of Nine – “Dawn Of The Iron Shadow” (Profound Lore Records)
Arkhaaik – “Uihtis” (Eisenwald Tonschmiede)
Fordæðuskapr – “Hræflóð Markar Fjalla” (Ván Records)
Zéro Absolu – “La Saignée” (AOP Records)
Svartrit – “Svart Ritual” (Darker Than Black Records)
Blut Aus Nord – “Ethereal Horizons” (Debemur Morti Productions)
Grey Aura – “Zwart Vierkant: Slotstuk” (Avantgarde Music)

 

Selvans – “Saturnalia” (Avantgarde Music)
Rauhnåcht – “Zwischenwelten” (Antiq Records)
Austere – “The Stillness Of Dissolution” (Prophecy Productions)
Der Weg Einer Freiheit – “Innern” (Season Of Mist Records)
The Great Old Ones – “Kadath” (Season Of Mist Records)
Autumn’s Dawn – “We Lost Our Hope Along The Way” (Avantgarde Music)
Nortt – “Dødssang” (Avantgarde Music)
Owls Woods Graves – “Strix” (Malignant Voices Productions)
Sargeist – “Flame Within Flame” (World Terror Committee Productions)
Desaster – “Kill All Idols” (Metal Blade Records)
Månegarm – “Edsvuren” (Napalm Records)
Helheim – “Hrabnar / Ad Vesa” (Dark Essence Records)
Fordæðuskapr – “Hræflóð Markar Fjalla” (Ván Records)
Soerd – “Keldrikojast” (Signal Rex)
Irae – “In The Key Of Twilight” (Signal Rex)
Olde Throne – “Megalith” (Avantgarde Music)
Unfyros – “Star Blood” (Avantgarde Music)
Bloedmaan – “Vampyric War In Blood” (Immortal Frost Productions)
Häxkapell – “Om Jordens Blod Och Urgravens Grepp” (Nordvis Produktion)
One Of Nine – “Dawn Of The Iron Shadow” (Profound Lore Records)

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– Matteo “Theo” Damiani –

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