Maggio 2017 – Nokturnal Mortum

 

Maggio, a quanto pare nominato ufficialmente il mese dell’originalità in musica, si è concluso col botto, con la manifestazione tangibile di alcune tra le uscite più eccelse che il 2017 abbia testimoniato finora, molte delle quali -statene già certi- vedranno il loro meritato posto tra le inevitabili preferenze personali di fine anno.
In confronto ai poco interessanti marzoaprile, maggio risulta a conti fatti un mese clamoroso per quantità e qualità discografiche generali persino superiori alle emozioni degli ottimi gennaio e febbraio. Diversi i grandi dischi rilasciati nel corso degli ultimi trentuno giorni, alcuni dei quali -per alcuni di noi- sono finanche considerabili dei grandi esclusi di questo articolo. La redazione di Pagan Storm Webzine si è pertanto ritrovata arduamente combattuta tra tre (e forse più) dischi in particolare a questo giro, conscia del fatto che ognuno di essi -se uscito con differenti e più fortunate tempistiche- avrebbe meritato una sua singola nomina come vero e proprio disco del mese. I Nokturnal Mortum, autori di “Verity” uscito ormai venticinque giorni fa per Oriana Music, girano con la loro opera da quel giorno in continuazione nei nostri lettori, convincendo con il loro folklore eclettico la totalità di noi per la nomina di miglior disco del mese, nonostante l’altrettanto attesa (da queste parti, almeno!) nuova uscita dei Progenie Terrestre Pura abbia proprio all’ultimo stravolto la situazione, risultando alla fine runner-up praticamente fatale, avendo per un attimo perfino quasi scalzato gli ucraini da un trono che prima sembrava certo. Segue l’assoluto trionfo di un debutto strabiliante come “Futility Report” dei White Ward, anch’esso a gran voce acclamato come una delle uscite più belle di maggio.
Rimanete con noi, ora vi spieghiamo il perché e vi raccontiamo cosa ci è piaciuto nel dettaglio.

 

 

“Mescolare culture intrise in musiche etniche da capi opposti del globo, tenendo un trademark fortissimo e realizzando un’opera a tratti senza precedenti nella sua natura, proseguendo coerentemente nel percorso di sperimentazione di un suono cesellato in oltre vent’anni di carriera, ancora sorprendendo per via di una perenne metamorfosi stilistica dalla classe impareggiabile. Un’impresa improbabile, forse impossibile? “Verity” dei Nokturnal Mortum è qui per dimostrarvi il contrario. Più cupo, più sciamanico, più originale: il sesto full-length degli ucraini è l’album che ogni band Folk Metal vorrebbe saper scrivere.”

(Leggi di più nella recensione che lo elegge disco della scorsa settimana, qui.)

“Procede senza sosta l’evoluzione musicale dei Nokturnal Mortum, autori dell’ennesima opera di livello monumentale. Al giorno d’oggi, una delle pochissime realtà in grado di comporre musica (folk) con cotanta maestria.”

Uscita a lungo attesa in cui la fa da padrone un comparto acustico e folkloristico di eccezione, che dona varietà e versatilità alle tracce dell’album, ora più brevi di durata rispetto al solito ma ognuna portavoce di una complessità e di una cura dei dettagli uniche; le melodie etniche e le percussioni costruiscono un’unica amalgama ipnotica e tetra, saggiamente composta con quella vena sperimentale che da diversi anni caratterizza la formazione. Ennesima reinterpretazione del sound Nokturnal Mortum, ennesimo capitolo imperdibile di una discografia che non conosce cali.”

“Esattamente come il buon vino, più passano gli anni, più la musica degli ucraini Nokturnal Mortum diventa di pregevole fattura. Il loro nuovo full-length “Verity” è la dimostrazione di un cambiamento sonoro iniziato anni fa, mille sfaccettature diverse nell’arco del tempo per una musica degna di nota; se lo scorso “The Voice Of Steel” era battagliero, questo nuovo album è più riflessivo e sciamanico, più contemplativo e folkloristico, in una progressione sonora senza eguali. Tanti anni di attesa ben ripagati.”

“Verity” si spinge ben oltre il classico disco Folk Metal, aprendosi ad una più ampia celebrazione di tutto ciò che riguarda l’essere umano nella sua dimensione più etnica e spirituale, nella sua eterna ricerca di una “verità” che supera ogni futile particolarizzazione e distinzione, tra musica metal e folkloristica, tra passato e presente, tra uomo e divinità.

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“OltreLuna”, il nuovo, secondo e grande disco del motivo di forte orgoglio nostrano denominato Progenie Terrestre Pura, in uscita ufficiale proprio oggi per Avantgarde Music.

“Il tempio sorge ad Est – di Marte! Rimescolano le carte in gioco i Progenie Terrestre Pura, chiamati dopo il sorprendente “U.M.A.” a replicare con una prova di altrettanta caratura. Si superano anche, cambiando riferimenti stilistici e ancorandoli nel contesto sci-fi che ha reso la loro avanguardistica commistione di Black Metal e musica elettronica non convenzionale (tra EBM, complesso Ambient – Psybient, Trance ed IDM) ora ricca di ritmo, nuova aggressività tutta italiana ed inaspettata radice di musica etnica. Semplicemente la miglior band italiana in circolazione, nonché una delle più interessanti in simile ambito a livello globale – Oltre. Lvna.”

Il secondo disco dei Progenie Terrestre Pura è una forte affermazione riguardo le qualità compositive di questo gruppo. Il miglioramento rispetto al debutto è tangibile, infatti “OltreLuna” si presenta come un lavoro completo a 360°, magistralmente pensato ed eseguito. Se vi piacciono gli ultimi lavori dei Mesarthim, qui siamo un passo (forse due) oltre.”

L’inserimento di pulsanti ritmiche tribali ed il sapiente uso dell’elettronica, componenti che diventano preponderanti con l’avanzare del platter, ricamano un tappeto estremamente personale ad un disco decisamente più riffing-oriented del debutto, nel quale il rinnovato trio trasporta l’ascoltatore in un’odissea siderale, risultato di una composizione fuori dal comune e di ottime scelte in sede di produzione.”

“Ottimo ritorno per i nostrani Progenie Terrestre Pura con il loro nuovo “OltreLuna”, dove non solo hanno aumentato la velocità e varietà ritmica del loro suono, diminuendo di poco la presenza dell’elettronica, ma innestato anche ritmi tribali che rendono interessante la loro rinnovata proposta sonora.”

Se le tematiche sci-fi e futuristiche sono ormai concept sdoganati anche in ambito musicale, i nostrani ci mostrano che un approccio originale all’argomento spaziale è ancora possibile: l’esplorazione interplanetaria di “OltreLuna” non è semplice e mera contemplazione dell’universo, ma si fonde con la tribalità e la primitiva natura dell’uomo, punto di partenza necessario dell’intero viaggio.

Fortunatamente questo mese sono arrivati i Progenie Terrestre Pura, che hanno evitato che la sottoscritta si potesse accontentare di ricorrenti cliché. “OltreLuna” è un prodotto che non lascia a bocca asciutta, anche le track più lunghe continuano a sapere di nuovo. Con un mix tra Black passivo-aggressivo e synth che danno tregua alla pensante atmosfera, i q[T]p per questa volta restano belli freschi, rimanendo comunque sui loro passi.”

 

L’imprevedibile debutto su full-length degli ucraini White Ward, sorpresa annunciata tramite il titolo “Futility Report” ed uscita a inizio mese per Debemur Morti Productions.

Gli aggettivi si sprecano coi White Ward, autori di un debutto che pone al primo posto l’originalità di una proposta fortemente sperimentale senza curarsi minimamente di barriere, restrizioni stilistiche o quantomeno di osare. I sei intimi e notturni brani di “Futility Report” portano con loro demoni evocati da vibranti parti di sassofono, Post-Dark music che integra Trip-Hop, Black Metal e chissà cos’altro con un risultato portentoso. Ancor più portentoso è che si tratti di un debutto.

(Leggi di più nella recensione che lo elegge disco della settimana corrente, qui.)

Debutto sorprendente per la giovane formazione ucraina, dagli intenti avanguardistici, che al chitarrismo estremo dalle ritmiche e dalla composizione moderna affianca delle pregevoli aperture elettroniche di matrice tipicamente Trip-Hop, gestendo alla perfezione le transizioni fra le due anime e riuscendo ad integrare in modo piacevole e ardito il sax, vera e propria costante per tutto lo scorrere della release. Il disco che qualunque blackster fan dei Massive Attack dovrebbe ascoltare.”

Il debutto degli ucraini White Ward è un’eccellente unione di Black Metal, Hardcore e avanguardia. Consigliato soprattutto a chi ha apprezzato l’ultimo lavoro dei tedeschi Thränenkind.

“Interessante debutto quello degli ucraini White Ward, la cui proposta musicale spazia da un Black Melodico con spiccate influenze Hardcore, al Trip-Hop e alle atmosfere Noir dove spadroneggiano sassofono e synth. Questi ultimi non si limitano timidamente a fare da contorno all’opera, ma ne costituiscono l’intima e forse più originale anima.

“Eccellente debutto per i giovani ucraini, che propongono in “Futility Report” un ottimo Post-Black Metal reso eccellente da fraseggi sonori avantgarde-jazz davvero notevoli. Un full-length di debutto degno di nota per un giovane band da tenere sicuramente d’occhio.

 

Un paio di nomination sono infine giunte anche per “Exuvia”, nuovo e quinto album del polistrumentista tedesco Alexander Von Meilenwald (ex-Nagelfar) che si cela dietro il monicker The Ruins Of Beverast. Rilasciato ad inizio maggio tramite Ván Records, ha colpito Hiemal e Feanor grazie alla sua profonda diversità.

Le armonie, abilmente stratificate in un costante climax di ritmicità Industrial, riff blackened doom e vocals evocative, sono il punto di forza di “Exuvia” e il mezzo attraverso cui evadere dalla realtà e lasciarci trasportare in un’esperienza rituale e sciamanica, lunga ben 68 minuti, dove il suono si fa immagine psichedelica e indistinguibile dalla realtà.”

“Ottimo ritorno per i tedeschi, con il loro classico Atmospheric Black Doom Metal impreziosito a questo giro dai fantastici elementi tribali-sciamanici delle vocals e della composizione (involontariamente tratto comune di diverse grandi uscite di maggio).

 

Un mese le cui uscite, di tale calibro, si stagliano imponenti grazie alla loro diversificazione e riluttanza all’uniformità del gregge, sarà davvero difficile da replicare o battere e superare. Ma il 2017 non è nemmeno ancora giunto a metà del suo scorrere, dunque il nostro viaggio colmo di curiosità continua. In attesa della prossima tappa della processione, fissata per fine giugno, potete come sempre scoprire tutto ciò che vi aspetta, già annunciato all’orizzonte, tramite il nostro calendario delle uscite annuali costantemente aggiornato.

 

Matteo “Theo” Damiani