Column N.16 – Fellwarden & Wode (2017)

 

Non molto tempo fa l’ottima Eisenwald Tonschmiede ha presentato al mondo il nuovo progetto Fellwarden, one-man band di The Watcher degli inglesi Fen in cui si dedica ad un Atmospheric Black Metal perfettamente ascrivibile alle dolorose e intense coordinate tipiche del Regno Unito, quelle che hanno dato così tanto lustro al Metal estremo proveniente dall’Isola a partire dal 2012. L’inizio dei lavori di scrittura è datato 2014, finalmente registrato insieme all’aiuto di Havenless per le parti di batteria, “Oathbearer” uscirà il prossimo 16 giugno e si comporrà di sei (lunghi, ci potete giurare) brani il primo dei quali -intitolato “Guardian Unbound”– è stato rilasciato come anteprima digitale questa settimana.
Echi lontani trasportano nel vento le memorie di guerrieri caduti valorosamente, dolori scalfiti nella pietra di tumuli che il tempo può smussare ma non cancellare. Così il riffing potente e punchy si snoda per otto minuti carichi di pathos, accompagnati da eteree tastiere e romantiche suggestioni tradizionali a descrivere in musica i lamenti soffusi di immensi paesaggi distesi a perdita d’occhio. Gli estimatori dell’operato di Fuath, Saor (periodo Àrsaidh di “Roots”), Wodensthrone, ma anche dei migliori Drudkh, ne rimarranno colpiti e affascinati.

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Guardian Unbound”
2. “Sun Of Ending
3. “In Death, Valiant”
4. “Wayfarer Eternal”
5. “A Cairn-Keepers’s Lament

6. “Sorrowborn”

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Tra i tanti buoni o interessanti debutti che l’annata 2016 ha potuto vantare, qualcuno ricorderà e citerà certamente quello degli inglesi Wode. L’omonimo full-length dei ragazzi di Manchester, rilasciato per Vendetta Records, con il suo aggressivo Black Metal melodico direttamente reminescente il guitar-work della Scandinavia degli anni d’oro (Dissection, Sacramentum, in parte Emperor, you name it…), li ha portati ad interessare fortemente colui che si cela dietro l’operato di Avantgarde Music.
Così il nuovo “Servants Of The Countercosmos”, secondo album preparato alla velocità della luce, uscirà il 31 maggio per la nostrana etichetta. Il disco è anticipato questa settimana da “Temple Interment”, terzo brano della release che mostra il suono dei Wode virare questa volta verso scoppiettanti soluzioni per certi versi più old-school e ovattate, a tratti sfocianti in marciume Death e dalla diretta aggressività ancor più sviluppata, ma dalla comunque grande melodicità prediletta e non difettante di atmosfera (che sfocia in una inaspettata apertura prima di ricollassare travolta dalle ritmiche infuocate). Velocità è la parola.

Lo trovate su SoundCloud.

Tracklist:
1. “Crypt Of Creation”
2. “Celestial Dagger
3. “Temple Interment”
4. “Servants Of The Countercosmos”
5. “Chaosspell”
6. “Undoing”

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Matteo “Theo” Damiani