Giugno 2017 – Fellwarden

 

Dopo un rovente maggio le temperature non hanno accennato ad abbassarsi, così anche giugno si è rivelato un mese ricco di piacevoli sorprese e grandi uscite in musica.
Ad incendiare l’ultima trentina di giorni ci hanno pensato in particolare un paio di dischi che hanno visto le preferenze dello staff incentrarsi sulle loro note: “Oathbearer” dei Fellwarden (fan delle proposte Eisenwald Tonschmiede all’ascolto, prendete nota!) è stata una vera delizia inaspettata -anche se discretamente attesa al varco, date le premesse- e il successo di “Holókauston” dei Bestia Arcana era nell’aria da un po’, ottima conferma dell’alta qualità del progetto statunitense.
Ma a quanto pare la freschezza degli albionici e il terrificante parto coloradiano non sono stati gli unici assi del mese appena trascorso. Altri titoli hanno convinto parte di chi ogni giorno vi accompagna su queste pagine virtuali.
Pronti a scoprire tutto?

 

 

“Un viaggio ispirato dalla storica area di Westmorland, un’ode alle collinose distese d’Albione che narra di spiriti antichi che un tempo le abitavano tramite partiture di dilatatissimo e raffinatissimo Black Metal atmosferico, ricco di synth, classe stilistica e sofferenza. The Watcher (Fen) non aveva mai scritto un disco così dolorosamente intenso.”

(Leggi di più nella recensione che lo elegge disco della scorsa settimana, qui.)

“Ottimo disco di debutto creato da una delle due menti dei Fen. La musica dei Fellwarden si basa su un Black Metal arioso ed atmosferico, ma il tutto è molto ben composto e congegnato, lasciando così da parte quei momenti di vuoto totale tipici del progetto madre.”

Decisamente non il solito disco di Atmospheric Black Metal quello del duo britannico, che si presenta al debutto con un sound personale e un’abilità compositiva invidiabile, dimostrazione di tutto il potenziale artistico di The Watcher, rimasto sempre in parte sopito nei Fen. L’onnipresente tappeto di tastiere, delicato e per nulla stucchevole, e il saggio e ponderato utilizzo di cori e parti acustiche creano un’aura unica e malinconica, in grado di evocare scorci ed immagini dal sofisticato gusto romantico.”

“Un giugno all’insegna dei progetti paralleli degni di nota, insieme ai Bestia Arcana, è il turno dei Fellwarden, progetto parallelo dei Fen che ci delizia con un Black Metal atmosferico, sulla falsa riga del progetto principale, con però quel qualcosa in più per non scadere nella copia della copia: uno stupendo pathos tragico che riecheggia in tutte le canzoni, con una punta di “fantasy” per far trasportare l’ascoltatore verso mondi lontani ed epoche dimenticate. Un ottimo inizio.”

Giugno si conferma il mese in cui i side-project spodestano, grazie a nuova vitalità e libertà creativa, gli act principali dei loro creatori. Gli inglesi Fellwarden -frutto di due menti già collaboranti nei più noti Fen– propongono un Black dalle atmosfere romanticamente malinconiche, che celebra la terra d’Albione nella sua natura fisica e mitologica, dove la sublime grandezza del paesaggio si fonde con la grandiosità di coloro che ora giacciono nelle sue profondità.

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Il secondo, pluririmandato, secondo full-length dell’onirica manifestazione Bestia Arcana, finalmente uscito a metà maggio per Dark Descent Records, che ha quasi strappato un’annunciata standing-ovation allo staff.

“Chi ci segue da qualche tempo ormai non può non conoscere la figura dell’impegnatissimo Naas Alcameth. I Bestia Arcana sono un suo progetto e promettono, con il loro secondo album “Holókauston”, di trasportarvi sull’orlo del baratro senza mai farvi precipitare; l’orrore si cela in diverse pieghe della musica del nuovo album, ma il Black Metal apocalittico e distruttivo dei quattro lunghi brani -grazie anche alla sua decisiva varietà- aggredisce sempre urticante e terremotante. Un’alternativa nuova chiave per (ri)leggere il lavoro già definito con gli Akhlys.”

(Leggi di più nella recensione che lo ha eletto disco della settimana, qui.)

Lo stato di grazia di Naas Alcameth, alla terza uscita annuale, raggiunge il suo apice con questa release sinistra ed opprimente. Colta dal calice l’essenza venefica e maligna del groviglio serpentino, il mastermind confeziona quattro tracce monolitiche che puzzano di zolfo, dall’incedere maestoso e apocalittico, drammaticamente celebrate da parti vocali teatrali e solenni.”

Sembra non fermarsi l’ispirazione del musicista statunitense Naas Alcameth, che riconferma le sue qualità con un altro suo progetto parallelo, ovvero i Bestia Arcana, confezionando un secondo album malsano, caotico e infernale, di difficile assimilazione nei primi ascolti, ma che via via si rivela un lavoro assolutamente fantastico.”

Mentre all’orizzonte si profila la catastrofe, una voce profetica ci guida nella cantica che accompagna le ultime ore della Terra. Sugli esseri che la abitano incombe il Giudizio finale, ma non è quello di un dio; sono i nordamericani Bestia Arcana a pronunciarlo, ed esso è senza clemenza. Non è un caso che il nome del mastermind Naas Alcameth sia ultimamente sulla bocca di tutti gli appassionati della Fiamma Nera.

Naas Alcameth è tornato. In questo lavoro prevale l’atmosfera onirica e opprimente, ormai tipica, resa da urla taglienti e ritmo tanto nervoso quanto dispersivo. Il mastermind, però, non propone nulla di nuovo… anzi: Bestia Arcana, Nightbringer e Akhlys, a questo punto, dovrebbero evolversi in un unico progetto. Noia a parte, mantiene comunque un livello molto alto e, da grande fan di sonorità come quelle qui proposte, non ho potuto che apprezzare.”

 

I bolognesi In Tormentata Quiete, tornati a metà mensilità con il loro quarto album “Finestatico” per la nostrana My Kingdom Music, continuano a convincere il nostro Caldix grazie alla loro musica variopinta ed intrepida, dal taglio operistico, che continua la sua personale esplorazione in poetica ricca di pigmenti ed emozioni, antimateria e sensazioni.

Continua con successo il percorso artistico degli In Tormentata Quiete. Il quarto capitolo del viaggio, “Finestatico”, mette in campo un sound molto più corposo e stilisticamente Metal del suo predecessore, senza però dimenticare o accantonare i classici ed eclettici marchi di fabbrica del gruppo nostrano.”

 

Una nomination anche per l’ultimo lavoro dei tedeschi (dalla Turingia, neh!) Odroerir. “Das Erbe Unserer Ahnen”, sugli scaffali dal 16 giugno via Einheit Produktionen, non li mostra nella loro solita veste Folk Metal per cui sono più noti – pur non mancando di renderli ampiamente distinguibili per le sensazioni che li contraddistinguono. Questo non ha impedito loro di far breccia nel cuore del nostro Feanor… Potrebbe anzi aver finanche contribuito?

Sebbene sia soltanto un nuovo album acustico (nonostante il gruppo ci avesse già abituati in passato con delle sessioni di tale fattura impeccabili nei precedenti lavori), questo è un ottimo ritorno per i tedeschi Odroerir, che confezionano un disco in pieno stile folkloristico della Turingia, le cui note portano l’ascoltatore direttamente nella loro terra natìa – fra miti e leggende, tra folklore e Dèi. Ottimo antipasto in attesa del ritorno dei Menhir.

 

Ormai sfondate le porte di luglio con un nuovo carico di musica freschissima qui pronto per essere scoperto, non perdete l’occasione di far vostra anche questa nuova tornata di suggerimenti mensili appena letti. Godetevi gli ottimi dischi che più abbiamo apprezzato mentre aspettate ciò che è in vista, come al solito già consultabile tramite il nostro calendario delle uscite annuali costantemente aggiornato.

 

Matteo “Theo” Damiani