Febbraio 2017 – Goatmoon

 

Il secondo mese del 2017 si è concluso proprio ieri e ha portato con sé un’altra manciata di grandi uscite discografiche. A differenza di gennaio, in cui tutto il vostro affezionato Staff di Pagan Storm Webzine ha decretato all’unanimità i The Great Old Ones come autori del disco del mese, febbraio ci ha visti molto più indecisi sul da farsi soprattutto nei riguardi di un paio di album che si sono contesi come finalisti assoluti l’ambita palma d’oro: il nuovo “Stella Polaris” dei Goatmoon (Werewolf Records), comunque apprezzatissimo, non ha totalmente riscosso il primo posto netto per ogni redattore e, dall’altra parte, alcuni di noi sono rimasti invece molto più colpiti da quel fulmine a ciel sereno dell’album collaborativo di Abigor, Nightbringer, Thy Darkened Shade e Mortuus.
In ultima ratio, l’amletica e discussa scelta è ricaduta sul nuovo lavoro dei finlandesi solo per via degli apprezzamenti numericamente più condivisi dalla totalità delle nomination di chi scrive su queste pagine virtuali, ma lasciateci dire che è stata davvero combattuta. Ora, permetteteci di spiegarvene le motivazioni…

 

 

“Al netto di un paio di episodi non esattamente riusciti e piuttosto indecisi, ‘Stella Polaris’ riconferma comunque l’indiscussa qualità dei Goatmoon nell’unire carico e gelido Black Metal, ispirate melodie dall’immediato appeal e magnifiche dosi di folklore finlandese, oggi meglio e più integrato che mai all’interno del sound del combo. Un disco penalizzato da qualche scelta discutibile, in quanto a tratti troppo semplice e dalla natura velatamente hit or miss, dove tuttavia i brani migliori rappresentano l’attuale picco produttivo della band.”

Il quinto full-length dei finlandesi Goatmoon è esattamente ciò che i fan si aspettavano, forse anche troppo, dato che il risultato è a tratti prevedibile. ‘Stella Polaris’ è comunque un lavoro superiore alla media e musicalmente piacevole, che paga però l’assenza di elementi in grado di garantirne la longevità.”

Release breve e spietata, ‘Stella Polaris’, che non tradisce le coordinate stilistiche intraprese negli ultimi lavori e che in poco più di mezz’ora di timing ribadisce la grande abilità di BlackGoat Gravedesecrator nel creare una tormenta di riff e tastiere tanto brutale quanto melodica e orecchiabile, dallo stile tipicamente finnico.”

“Eccellente ritorno per la capra della luna con un disco tanto bello quanto sorprendentemente innovativo, segno di una sempre più marcata evoluzione sonora. Ovviamente, sempre sotto il segno del politicamente scorretto.”

“Una totale esplosione di rabbia, pura e cruda, accompagnata dalle tradizionali sinfonie adottate dalla band che rompono la staticità e la monotonia di chi affronta temi come odio e misantropia, volti spesso a raggiungere sonorità molto più cupe e intorpidite di quelle proposte in questo lavoro. Una manganellata d’aria fresca.

Pur senza allontanarsi troppo dalle radici Black-Punk che hanno caratterizzato la band fin dagli esordi, i Goatmoon riescono a sorprenderci con un album dove tastiere e melodie epiche la fanno da padrone come mai prima d’ora.

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Potrà non aver riscosso l’apprezzamento assoluto di ogni redattore, ma il sorprendente lavoro collaborativo di Abigor, Nightbringer, Thy Darkened Shade e Mortuus (distribuito unicamente da Avantgarde Music e World Terror Committee) ha conquistato ben più di un cuore. Non solo quello del sottoscritto, ma anche di Kirves e Caldix, finendo per essere votato come il nostro effettivo disco del mese. Ma non siamo gli unici redattori ad aver voluto esprimere plauso al disco…

Abigor e soci, per l’occasione, creano un lavoro d’Arte concettuale denso, fluido e dall’altissimo valore qualitativo che, mediante un unico e continuo flow musicale da più di quaranta minuti, va a generare la mefistofelica colonna sonora collaborativa che più mi ha colpito ed interessato nel corso di tutto il mese. Solo per chi possiede ali rotte ed è disposto ad affrontare una faustiana discesa a picco verso gli Inferi. Senza garanzia di ritorno.”

(Leggi di più nella colonna dedicata al brano, qui.)

La collaborazione tra Abigor, Nightbringer, Thy Darkened Shade e Mortuus offre un’unica traccia di altissimo livello ed incredibile raffinatezza. Se da un lato Abigor e Nightbringer rappresentano una certezza qualitativa, dall’altro Thy Darkened Shade e Mortuus riescono a soprendere per l’efficacia dei loro brani, finendo addirittura per comporre le parti che più preferisco dell’intero progetto.”

Il quartetto stupisce tutti confezionando un’unica grande opera luciferina, composta da quattro atti ispirati e che esprimono al meglio le capacità dei singoli act. Release imponente, che si presenta come un’amalgama tanto solida e ben ricamata quanto variegata e agghiacciante.”

Se la collaborazione fra Selvans e Downfall Of Nur era riuscita nell’intento di trasmettere sensazioni riguardo il dualismo di Sole e Luna, questo lavoro collaborativo fra le quattro band capitanate dagli austriaci Abigor è altrettanto capace di rappresentare il Diavolo in persona attraverso le note sulfuree delle canzoni, con tutte e quattro le band che si destreggiano in maniera superba nel corso del disco. Abigor su tutti, complice anche un Silenius magistrale nella sua prestazione vocale.

 

Un paio di nomination sono giunte anche al primo ed omonimo full-length dei finlandesi White Death, uscito a metà mese per Werewolf Records, che ha convinto il nostro Hiemal tanto da risultare il suo disco del mese.

Colleghi, sia metaforicamente che non, dei finlandesi Goatmoon, i White Death debuttano con un album dedito a sonorità Black grezze e quasi immediatamente catchy, privo di artificiosità e basato su soluzioni classiche ma sempre efficaci.

Convincente esordio per il gruppo proveniente da Lappeenranta, seppur con i suoi alti e bassi, che propone un Black Metal ferale ed epico, dove aleggia incessante l’influenza dei Goatmoon, senza snaturare la personalità del gruppo che potrà emergere nei successivi lavori.”

 

Infine, una menzione anche per gli svizzeri Ungfell che hanno rilasciato, autoprodotto ad inizio febbraio, il loro primo full-length intitolato “Tôtbringære”. Al momento l’uscita è disponibile solo su nastro (tramite Graceless Recordings) o digitale, ma ciò non ha impedito alla prima prova dei giovani affiliati all’Helvetic Underground Committee di convincere e colpire con il loro Black Metal sbilenco e pestifero.

Malsanità è il termine che più si addice al debutto ufficiale degli svizzeri Ungfell, autori di un ottimo Black Metal influenzato dalle gesta dei Peste Noire (la traccia ‘Der Opfersprung’ è forse eccessivamente ispirata). Nel complesso ‘Tôtbringære’ dimostra che la band ha ancora tanto lavoro da fare per lasciare il segno, ma è meritevole di un ascolto se siete fan di queste sporche sonorità medievali.”

Buona la prima per gli Ungfell, senza timor di smentita dei grandissimi estimatori di Peste Noire, Sühnopfer e affiliati. Ciononostante, il riffing sghembo e le atmosfere storte del platter non mancheranno di interessare gli amanti del folklore che fuoriesce dalle sgraziate fogne di un ‘Peste Noire’ o ‘Ballade Cuntre Lo Anemi Francor’ e di essere dunque degno di qualche ascolto, in attesa che da queste buone basi possa affiorare una maturazione ad oggi solo auspicabile in episodi come ‘Wechselbalg’.”

 

Il prossimo appuntamento con il disco del mese (e, come al solito, qualcosa in più!) è fissato per la fine di marzo. Nel frattempo, potete scoprire tutto ciò che è stato finora annunciato tramite il nostro calendario delle uscite annuali.

Matteo “Theo” Damiani