Column N.21 – Enslaved & Beltez (2017)

 

Forti di una leggendaria carriera iniziata nel lontano 1991, torneranno questo ottobre sul mercato i norvegesi Enslaved con la loro nuova e quattordicesima pubblicazione su full-length. Quattordici sono davvero tanti, ma sembrano veramente un numero esiguo ad ascoltare invece le note di “Storm Son”, prima anteprima estratta da “E” (elegante titolo che deriva dalla Ehwaz, la runa raffigurata sulla copertina ad opera del talentuoso ed affezionato Truls Espedal). La costante trasfigurazione sonora ad opera del combo guidato dalle sagge menti e mani di Ivar Bjørnson e Grutle Kjellson prosegue imperitura e ci porta a scoprire l’ennesimo raffinato volto del suono cangiante sperimentato questa volta dai nostri e sintetizzato senza alcuna difficoltà in quella che sarà l’opener del disco: arrangiamenti liquidi, progressione mutaformica dal tiro galoppante, accenni elettronici (in luce della recente uscita a nome BardSpec del compositore principale), organicità sonora progressive e ariosità impalpabile contrapposta a più urticanti bordate estreme che colpiscono per l’ispirazione e la ricerca ancora freschissima dei lord norvegesi. Doveroso informare, infine, che la band non si è solo rinnovata per l’ennesima volta sotto l’aspetto stilistico, ma vede tra le sue fila la new entry Håkon Vinje (che riassesta la dipartita dell’ormai storico tastierista Herbrand Larsen, mettendo così fine a oltre dodici anni e sei full-length di line-up invidiabilmente stabile).
“E” uscirà il prossimo 13 ottobre per Nuclear Blast Records e mentre ascoltate i dieci minuti di “Storm Son” potete anche godere del bellissimo video (merce rara!) realizzato per accompagnare le note del brano.

Lo trovate su YouTube.

Tracklist:
1. “Storm Son”
2. “The River’s Mouth
3. “Sacred Horse”
4. “Axis Of The Worlds”
5. “
Feathers Of Eolh
6. “Hiindsiight
/
/
/
/
/
/

/
/
/
/
/
/

Troppa gente sembra aver dormito sugli allori e non essersi accorta dell’uscita del gioiello che risponde al nome di “Exiled, Punished… Rejected” dei teutonici Beltez. Me compreso.
La terza uscita principale dell’act tedesco, fuori per la connazionale Bret Hard Records da un mesetto, colpisce per intensità, valore e squisitezza compositiva per un Black Metal elegante, furente, impenetrabile e moderno che farà la felicità di chi non si spaventa per un po’ di ottimo nichilismo in musica (figurarsi di chi lo cerca!).
“Adamantinarx” è il primo vero e proprio brano del platter, si collega perfettamente in intenti e realizzazione ad un breve preludio, aggredendo con forza nera l’ascoltatore a suon di disperazione rovente e sound spesso e pesante. I suoi quasi dieci minuti senza tregua emotiva mettono in chiaro le cose in casa Beltez, mostrando molto ma non tutto dei caratteri salienti della loro musica, tra cui un cupo ed ottimo gusto melodico condotto da vocals sublimi.
Il quintetto di Colonia ha compiuto una maturazione invidiabile, scrivendo e realizzando un grandissimo disco di cui avremo senz’altro modo di parlare più approfonditamente…

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Prelude”
2. “Adamantinarx”
3. “Repent And Restless”
4. “Algol”
5. “Exiled, Punished… Rejected”
6. “Soulweaver”

/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/

Matteo “Theo” Damiani