Column N.19 – Samael & Der Weg Einer Freiheit (2017)

 

Trent’anni esatti di carriera da celebrarsi proprio quest’anno, una storicità e seminalità mai messa in discussione da anima viva (e non), un genoma costantemente in spinta mutazione, sei anni di assoluto silenzio discografico riempito da esibizioni dal vivo che -nell’ultimo (ampio) periodo- vedevano i set incentrati su quel capolavoro (di quelli veri, neh!) che prende il nome di “Ceremony Of Opposites” e addirittura la rispolverata di brani della primissima era della band, ad esempio di quel “Worship Him” che tanto ha dato alla storia della nostra musica preferita e che ormai, almeno fino a qualche anno fa, sembrava invece dare così poco ai suoi stessi compositori.
I Samael rompono l’anomalo stato di stallo con l’annuncio di un nuovo album, il rilascio di un nuovo brano inedito e qualche informazione riguardante l’undicesimo full-length proprio questa settimana: “Angel Of Wrath”, già performato dal vivo in un paio di occasioni, quasi sottovoce, rappresenta oggi il primo antipasto (aka singolo digitale ufficiale) di ciò che sarà l’atteso “Hegemony”, in arrivo sugli scaffali il prossimo 13 ottobre per l’austriaca Napalm Records e di cui potete anche osservare l’artwork qui.
Dopo aver detto di tutto negli ultimi dieci e più anni di riusciti e coraggiosi dischi, cosa poteva rimanere agli svizzeri capitanato da Vorph e Xy? Non sta a noi dirlo, ma a loro, e lo fanno con un brano che sembra far profitto di una buona (quanto inaspettata) retrospettiva storica. Vietato aspettarsi “Worship Him”, ovviamente, vietato cancellare o anche azzardarsi a mettere da parte vent’anni di squisite contaminazioni ed evoluzioni elettroniche, avanguardistiche ed industriali, ma vietato anche negare che questo angelo della rabbia strizzi entrambi gli occhi a delle atmosfere con cui i Samael non giocavano più da molto tempo. Vietato definirlo un mero revivalismo, però!

Lo trovate su YouTube.

Tracklist:
1. “Angel Of Wrath”
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La colonna di oggi non solo vede una gradita riconferma dei Der Weg Einer Freiheit, perché avendovi proposto ormai un mese fa la seconda parte di “Skepsis” non potevo esimermi dal farvi ascoltare anche la sua parte introduttiva: un brano strumentale di grande importanza, curioso preludio a ciò che avete ascoltato precedentemente che, in un colpo, quadra il cerchio sia sulle intenzioni della furente anteprima già gustata sia sull’essenzialità che ricopre (non per la prima volta) il brano strumentale che prenderà parte in “Finisterre” – quarto album della band in uscita il prossimo 25 agosto per Season Of Mist Records.
Dicevo, non è una novità che un pezzo strumentale della band di Würzburg rivesta una grossa importanza nell’economia di un loro album (“Stellar” non ne aveva, è vero, ma “Aurora” e “Nachtsam” dovrebbero dire più di una cosa in tal senso); così la prima parte di “Skepsis” è solenne, incede in un lampo e a conti fatti risulta essere già da ora un passaggio fondamentale nella comprensione della coppia di brani. È per questo motivo che mi sento di consigliare fortemente non tanto l’ascolto di questo nuovo pezzo in anteprima per sé, quanto invece l’ascolto di fila di entrambe le tracce legate in quanto legate in un’unica composizione, facendo partire la seconda subito al finire della prima. Vi accorgerete da soli della grossa ed elettrizzante differenza che fa, in funzione dell’ottima riuscita di dieci minuti di grande scrittura, attacco frontale, cambi funambolici e tutta la struggente emotività che caratterizza i Der Weg Einer Freiheit.

Lo trovate su YouTube.

Tracklist:
1. “Aufbruch”
2. “Ein Letzter Tanz
3. “Skepsis (Part I)”
4. “Skepsis (Part II)”
5. “Finisterre

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Matteo “Theo” Damiani