Column N.15 – Der Weg Einer Freiheit & White Ward (2017)

 

Dopo l’assoluto centro di “Stellar” i Der Weg Einer Freiheit sono chiamati a spremere ogni loro abilità artistica per poter far fronte alla discreta attesa nei loro confronti e, passati due anni, sembrano caparbiamente instradati in tale direzione. “Finisterre” sarà il quarto album della formazione tedesca, uscirà il prossimo 25 agosto per Season Of Mist Records come il disco che lo precede ed è stato presentato in settimana con una prima anticipazione nelle vesti della seconda parte di “Skepsis”.
Quello che sarà il quarto brano della nuova uscita dei bavaresi attacca senza rimorso, mostrando alcune delle caratteristiche proprie del predecessore in piacevole filo di congiunzione, aggredendo l’ascoltatore fin dal suo inizio in un tripudio di acidità canora, ritmiche estreme e chitarrismo tagliente che lascia presto spazio -struggentemente- all’intimità delle melodie riverberate e ad un inaspettato lento finale tormentato e doloroso. In altre parole: come riuscire a bilanciare alla perfezione grande profondità emotivo-espressiva e rimanere allo stesso tempo esiziali fino al midollo.

Lo trovate su YouTube.

Tracklist:
1. “Aufbruch”
2. “Ein Letzter Tanz
3. “Skepsis (Part I)”
4. “Skepsis (Part II)”
5. “Finisterre

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Il secondo brano più interessante della settimana ci porta a scoprire una band debuttante che -a tratti- ha dell’incredibile: gli ucraini White Ward con il loro primo full-length “Futility Report” non hanno alcuna paura di esplorare ogni personale influenza e incanalarla con successo in un patchwork intrigante di suoni e colori oscuri, in un amalgama Post-Dark in cui Black Metal, sottile Trip-Hop, elementi jazzistici e musica chill convivono con abilità sorprendente.
L’opener dell’album, uscito il 12 maggio e pubblicato in streaming digitale dalla sempre ardita Debemur Morti Productions, mette in mostra parte del coraggio dei giovani darkettoni (!) ucraini, colpendo nel segno grazie ad un sound freschissimo, al dinamismo della prova vocale a sprazzi collidente con l’estetica Post-Hardcore sporcata di nero e all’utilizzo eclettico del sassofono (finanche avanguardistico nel suo non avere precedenti così ampiamente integrati in tale contesto) elegantemente adagiato sulle ritmiche nella composizione.

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Deviant Shapes”
2. “Stillborn Knowledge
3. “Homecoming”
4. “Rain As Cure”
5. “Black Silent Piers”
6. “Futility Report

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Matteo “Theo” Damiani