Column N.12 – Oranssi Pazuzu & Havukruunu (2017)

 

Gran parte del mondo musicale era stato colpito anche molto positivamente l’anno scorso dall’ultima uscita dei finlandesi Oranssi Pazuzu, “Värähtelijä”, quarto full-length edito dalla sui generis Svart Records. Sicuramente i ragazzi a furia di mescolare in quantità variabili Black Metal atmosferico, musica progressiva e forti sentori psichedelici con un taglio sovente molto spacey, hanno convinto una buona frangia di ascoltatori che prediligono innovazione e sonorità atipiche, giungendo allo stato di piccola band di culto per dedicati appassionati. Altrettanto sicuramente “Värähtelijä” non è un disco perfetto, le cui grandi intuizioni si altalenano a momenti decisamente meno comprensibili, ma gli Oranssi Pazuzu dimostrano da tempo di saperci fare enormemente quando vogliono e nei frangenti in cui la imbroccano giusta. È il caso del nuovo EP composto da due tracce (“Kevät” e “Värimyrsky”, con esse rinominato), rilasciato venerdì in occasione dell’inizio del tour europeo. La prima manifestazione è lenta, doomish, spettrale, mentre la seconda “Värimyrsky” presenta un movimentato e fresco approccio ritmico Post-Punk rifinito di psichedelia, oscurità cosmica, voce acida e sporcato chitarrismo Black Metal, sviluppo analogicamente progressivo dal retrogusto vintage culminante in un lush sinfonico finnico, per uno spaccato discretamente unico persino sull’operato degli stessi Oranssi Pazuzu, con una scelta melodica portante tanto disarmonica quanto catchy ed immediata, qualcosa che ad oggi avevano sporadicamente e timidamente osato solo in un episodio come “Hypnotisoitu Viharukous” (e in decisive parti di “Havuluu”).

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Kevät”
2. “Värimyrsky”
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/

Colonna tutta mille laghi quella di questa domenica, dato che il secondo brano più interessante della settimana trascorsa è un’anteprima dal secondo album dei giovani finlandesi Havukruunu, che già si erano distinti sulle nostre pagine grazie ai convincenti demo autoprotti a cavallo tra il 2013 ed il 2014, ma soprattutto per via dell’EP “Rauta Ja Tulta” nel 2015. Sfortuntamente, alla fine dello stesso anno, la decisiva prima prova su full-length non li aveva visti gestire al meglio le proprie carte, contravvenendo a premesse ed aspettative producendo per Naturmacht Productions il prolisso ed insoddisfacente “Havulinnaan”. Tuttavia sembra volerci riprovare il nostro giovane duo, con il favore della rinascita primaverile, grazie a “Vainovalkeat”: secondo brano di quel che sarà “Kelle Surut Soi”, in uscita il prossimo 29 aprile sempre per la piccola label tedesca.
Finalmente riappropriatisi delle coordinate battagliere vincenti dell’EP di cui si parlava poco fa, gli Havukruunu confezionano un buon biglietto da visita in vista dell’imminente seconda uscita su full-length, ritrovando e riproponendo anche alcuni degli esperimenti più epici abbozzati nella (inspiegabilmente) mai rilasciata in opere integrali “Verta, Tulta Ja Kuolemaa”. Nonostante la discreta fattura del brano, non si può fare a meno di chiedersi perché la band continui ad optare per una produzione così poco incisiva, erroneamente ovattata, ora che è sotto contratto con una label, decisamente meno indicata persino di quella squillante dei vari brani rilasciati digitalmente autoprodotti. Volendo tralasciare l’ingiustificabile paradigma per cui all’aumentare della consapevolezza della band peggiorino le scelte dietro al banco della produzione, chitarrismo aggressivo, cori avvincenti e poderosi richiami stilistici Viking Metal intrisi di folklore sono le chiavi di una composizione più sciolta e sicura, che ci fanno dimenticare per il momento la trascurabilità e le incertezze di “Havulinnaan”.

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Jo Näkyvi Pohjan Portit”
2. “Vainovalkeat”
3. “Noidanhauta”
4. “Vainajain Valot”

5. “Vaeltaja”
6. “Myrskynkutsuja”
7. “Verikuu”
8. “Kelle Surut Soi”
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/

Matteo “Theo” Damiani