Column N.12 – Nokturnal Mortum & Azelisassath (2016)

 

Alzino la mano tutti quelli che attendendono con trepidazione un nuovo full-length degli ucraini Nokturnal Mortum dopo il magnifico “The Voice Of Steel” del 2009. Molti, suppongo.
Il silenzio discografico che li ha avvolti negli ultimi sette anni è stato rotto ufficialmente ad inizio 2016 con l’uscita di “The Spirit Never Dies”, mini-album condiviso con i polacchi Graveland (sulla cui parte è decisamente meglio stendere un velo pietoso, lasciando che il tempo agisca galantuomo cancellandone memoria), che mostra Varggoth e compagine destreggiarsi su coordinate ancor più progressive e psichedeliche persino di quanto fatto nell’ultimo album in studio. A poco sono servite le anteprime donate in sede live dai nostri dato che nessuno dei brani eseguiti negli ultimi anni è stato incluso nello split. La chiave di lettura più prossima al lavoro è quella conclusiva e sognante “White Tower”, da ricollegarsi stilisticamente proprio al materiale della nuova uscita (specie alla lunga “In Shackles Of Time”).
Mesi fa è stata annunciata la prossima uscita di “Verity”, sesto e nuovo full-length della band, tramite un trailer in cui si mostra la sessione di registrazione di stuzzicanti e arcani strumenti acustici (qui). Due settimane fa è giunto un corposo teaser (qui) in cui si susseguono in fila diverse anteprime dei pezzi che comporranno il disco, dove sentiamo nella pratica il saggio utilizzo della strumentazione folkloristica catturata nel primo trailer.
Le premesse erano gustose ma questa settimana è giunta un’ulteriore mezza conferma: la band rilascia come singolo digitale un nuovo brano che farà parte di “Verity” (la cui uscita è annunciata per questo inverno tramite Oriana Music) nelle vesti di “Lira”, che se non fosse stata dichiaratamente esplicitata come una cover della quasi vetusta rock band connazionale Komu Vnyz sarebbe stata recepita all’unanimità come un pezzo dei Nokturnal Mortum anno 2016 al 100%. Si tratta di una cover, giusto… Dunque non esattamente l’anteprima che la gente aspettava, ma il risultato? Basta un rapido ascolto per comprendere le motivazioni che hanno portato il brano su queste pagine…

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Lira (Komu Vnyz Cover)”
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Solo un paio di settimane fa parlavamo dell’operato dell’instancabile Swartadauþuz (“Svartedöden“, negli Svartrit), sotto le mentite spoglie dei Trolldom (qui), e viene annunciato un nuovo full-length per quello che ad oggi risulta forse essere il suo progetto principale e/o qualitativamente più costante: gli Azelisassath.
Ad onor di cronaca non si tratta di un’uscita totalmente nuova. Non nella sua interezza e non sulla carta, quantomeno, dato che parte dei brani di ciò che sarà “Total Desecration Of Existence”, questo il titolo del lavoro, è “uscita” (con molte virgolette) l’anno scorso autoprodotta (in supponibile versione demo?) su qualche irreperibile copia su nastro (per amici e parenti?). Ci pensa fortunatamente la nostrana e rino(a)mata Avantgarde Music a portare in dono le nuove composizioni degli Azelisassath alle masse (!) in data ancora da definire.
Ma abbiamo un nuovo pezzo finalmente ascoltabile in anteprima! Chi ha apprezzato l’ultima uscita (nonché l’unica esistente su formati che non siano dieci cassette e venti vinili) intitolata “Evil Manifestations Against Mankind” (2014) avrà modo di gioire per il sound e le fattezze squisitamente old school di “Life’s Negative Existence”.
Veloce, tagliente, maligno e più immediatamente svedese delle polpette Ikea. Incredibilmente freddo e novantiano, indubbio, offre ugualmente un grandissimo tiro, melodie di qualità, freschezza al massimo delle sue possibilità e alti momenti all’ascoltatore.

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “Death Worship”
2. “Obsessions Of Self-Destruction”

3. “End Of All Life
4. “Life’s Negative Existence”
5. “Nihilistic Manifestations”
6. “Thoughts From The Black Void”
7. “Leave The Path Of Life”
8. “Suicidal Fixation

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Matteo “Theo” Damiani