Column N.07 – Deathspell Omega & Downfall Of Nur (2016)

 

I francesi Deathspell Omega sono, a ragione, divenuti una vera e propria istituzione col passare degli anni, ed il nuovo album “The Synarchy Of Molten Bones” (la cui natura ha creato discussioni ancor prima dell’uscita!) non poteva di certo passare inosservato, specialmente dopo essere stato rilasciato in streaming digitale nella sua interezza durante la settimana.
Scambiato inizialmente per un EP per via della durata di 30 (carichi, ricchissimi e concettuali) minuti, la nuova uscita è come intuibile invece a tutti gli effetti il sesto full-length della band d’Oltralpe ed uscirà ufficialmente tra due giorni tramite Norma Evangelium Diaboli. L’assimilazione completa si rivelerà come sempre ostica e serviranno diversi altri ascolti attenti per un’analisi veramente ponderata, tuttavia fin da ora è chiaro come i Nostri abbiano lasciato da parte le sperimentazioni vicine a quell’universo a cavallo tra Jazz e Math che risponde al nome di “Drought”, riappropriandosi della loro patina più propriamente (e forse ingannevolmente) Black Metal. Ritroviamo in superficie molti degli elementi stilistici di “Fas – Ite, Maledicti, In Ignem Aeternum” (tra cui ottoni, sinfonie incredibilmente minacciose e in generale un’atmosfera carica di occulto e gnosticismo) e della sua dissonante schizofrenia – anche se oggi più controllata al netto dell’esperienza del songwriting di “Paracletus”, distanziandosi quanto basta da entrambi. La qualità è assoluta e l’ascolto integrale è ovviamente la soluzione consigliata, tuttavia un chiaro esempio di ciò che è appena stato detto è sicuramente il brano che da il nome al disco.

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “The Synarchy Of Molten Bones”
2. “Famished For Breath”
3. “Onward Where Most With Ravin I May Meet”
4. “Internecine Iatrogenesis”

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A distanza di qualche giorno dall’uscita della nostra intervista tenuta con Selvans Haruspex e Antonio Sanna (rispettivamente di Selvans e Downfall Of Nur), l’intero concept-album collaborativo tra le due formazioni ivi in analisi è stato rilasciato all’ascolto in anteprima mediante premiere.
Vi sarà, molto probabilmente, occasione per parlare più approfonditamente del lavoro completo in altra sede, ma i diciassette minuti di “Mater Universi” rientrano senza ombra di dubbio tra i due brani più sorprendenti della settimana trascorsa.
Tutti e quattro i pezzi componenti l’album sono scritti e interpretati insieme dai due progetti, quindi -nonostante la traccia analizzata sia attribuita ai Downfall Of Nur in quanto volto lunare della release- nulla è da imputare direttamente solo all’una o all’altra band. Come più volte detto (anche nell’intervista apposita): non si tratta di uno split-album.
La dualità Sole-Luna non poteva essere meglio interpretata, in particolare nella controparte più cupa targata Downfall Of Nur (con partecipazione di Selvans) citata: quasi venti brillanti minuti di brano incredibilmente emozionante, dove le varie influenze già palesate in Umbras De Barbagia” vengono riscritte e a tratti stravolte per creare un nuovo equilibrio stilistico. Di certo chi ha apprezzato il debutto del talentuoso quanto giovane italo-argentino, l’anno scorso, non si troverà di fronte qualcosa di spiazzante in intenti, ma altrettanto sicuramente faticherà a percepire e cogliere dal primo ascolto ogni novità presentata nella drammatica e raffinata composizione di “Mater Universi”.

Lo trovate su BandCamp.

Tracklist:
1. “SOL (Intro)”
2. “Pater Surgens”
3. “Mater Universi”
4. “LUNA (Outro)”
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Matteo “Theo” Damiani